Sicurezza idraulica ad Anzola dell’Emilia: come cambiano i nostri torrenti con il piano da 32,6 milioni di euro
In seguito all’eccezionale alluvione dell’ottobre 2024, che ha causato gravi allagamenti nel nostro territorio a causa della piena dei torrenti Lavino e Ghironda, si è svolto lo scorso 22 settembre un importante incontro pubblico ad Anzola dell’Emilia, presso il centro ricreativo “Le Notti di Cabiria”. Durante la serata la Sottosegretaria con delega alla Protezione Civile, Manuela Rontini, insieme al nostro Sindaco Paolo Iovino e ai tecnici della Regione e del Consorzio della Bonifica Renana, ha presentato la strategia complessiva per la tutela del territorio. Un piano da circa 32,6 milioni di euro che unisce i primi cantieri di somma urgenza già conclusi a grandi opere strutturali progettate per prevenire future emergenze.
Che cosa sono le casse di espansione e perché sono fondamentali?
Quando un fiume o un torrente si ingrossa per le forti piogge, rischia di esondare e allagare le zone abitate. Per evitare che ciò accada si realizzano le casse di espansione, ovvero, delle grandi vasche di contenimento situate vicino al corso d’acqua. In caso di piena, una parte dell’acqua viene deviata e trattenuta temporaneamente dentro queste grandi aree per poi essere rilasciata gradualmente quando l’emergenza è passata. Poiché si tratta di infrastrutture imponenti e complesse, la loro costruzione viene suddivisa in più fasi consecutive, chiamate lotti. Quando un lotto è “in fase di aggiudicazione” o “in appalto”, significa che il progetto è pronto e la Pubblica Amministrazione sta selezionando l’impresa che eseguirà materialmente i lavori.
Torrente Ghironda
Sul torrente Ghironda la priorità è stata fin da subito il ripristino della sicurezza: l’Agenzia Regionale è infatti già intervenuta con un cantiere di somma urgenza da 350 mila euro per riparare le sponde lesionate. Parallelamente si sta lavorando alla grande cassa di espansione a Ponte Ronca. Il primo lotto dei lavori (dal valore di 800 mila euro) è stato completato con successo. Attualmente si sta individuando la ditta che realizzerà il secondo lotto, un intervento strategico da 4,5 milioni di euro con un cantiere che durerà circa un anno. Nel frattempo sono già state concluse le bonifiche da eventuali ordigni bellici nel terreno, e il Comune di Anzola ha già appaltato il fondamentale rifacimento dei ponti in zona Molinetti, elemento indispensabile per consentire il corretto funzionamento dell’opera.
Torrente Samoggia
Un altro tassello decisivo per la protezione di Anzola e dei comuni limitrofi è rappresentato dalla cassa di espansione sul Samoggia, situata all’altezza delle Budrie (frazione di San Giovanni in Persiceto). Si tratta di un’opera imponente divisa in ben sei fasi, con un investimento complessivo di 17,3 milioni di euro. I primi cinque lotti sono già stati completati, mentre a inizio estate è stato aggiudicato l’ultimo e sesto lotto da 5 milioni di euro. L’avvio effettivo dei cantieri sul campo è previsto per il mese di ottobre 2026 e i lavori dureranno circa due anni, completando così un’infrastruttura di fondamentale importanza per l’intero bacino idrico.
Torrente Lavino
Per quanto riguarda il torrente Lavino, subito dopo l’alluvione del 2024 sono stati realizzati tre cantieri urgenti per un totale di 880 mila euro con lo scopo di mettere in sicurezza gli argini danneggiati. La sfida più complessa riguarda però la realizzazione della cassa di espansione tra il Ponte di Rivabella e Zola Predosa. Negli ultimi anni il progetto ha richiesto una profonda revisione dovuta all’aumento dei costi delle materie prime e alle mutate condizioni del fiume dopo le alluvioni. Questo ha fatto salire il costo del primo lotto da 5,6 a 10 milioni di euro. La buona notizia è che i 4,4 milioni mancanti sono stati trovati e già finanziati. La partenza complessiva del primo lotto è prevista per il 2027, ma nel frattempo partiranno prima i lavori di rinforzo degli argini riutilizzando la terra scavata dal cantiere del Ghironda. Una volta terminata, la cassa permetterà di contenere in modo efficace la portata del torrente nel centro abitato.
Per ulteriori informazioni visitare il sito dell’Agenzia per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile e il loro articolo dedicato sull’incontro del 22 settembre

